Al momento stai visualizzando Una forma di violenza strisciante sulle donne: quella economica. Come contrastarla

Una forma di violenza strisciante sulle donne: quella economica. Come contrastarla

In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, Adoc, l’Associazione per la difesa e l’orientamento dei consumatori in collaborazione con Feduf, la Fondazione per l’educazione finanziaria e al risparmio, hanno organizzato, il 28 Novembre 2023, un webinar dal titolo “Una forma di violenza strisciante sulle donne: quella economica. Come contrastarla”.

Controllare le risorse economiche della donna, sminuire la sua persona e la sua autonomia, renderla dipendente dall’uomo sono tutte forme di violenza che hanno un impatto devastante sulla vita di una donna, sia dal punto di vista economico che psicologico e sociale che vanno assolutamente combattute ed eliminate.

Il webinar è stato un’occasione per informare e sensibilizzare sul tema, conoscere le diverse forme di violenza economica, saperne riconoscere i segnali e come poterli contrastare.

Tra i relatori: Laura Pulcini, Vice Presidente Adoc; Valentina Panna, Responsabile Comunicazione FEduF; Alessandra Mascellaro, Consigliere Nazionale del Notariato con delega ai consumatori e alle pari opportunità; Cristiana Rampazzi, Responsabile per i programmi di educazione finanziaria per le donne e sui luoghi di lavoro della Banca d’Italia; Armando Biagetti, Responsabile settori Bancario Assicurativo Adoc; Anna Rea, Presidente Adoc.

 

Rea (Adoc): garantire autodeterminazione e libertà di ogni donna

In un contesto in cui la violenza economica spesso funge da preludio a forme più evidenti di violenza fisica e psicologica, diventa cruciale porre attenzione alle sottili sfumature che caratterizzano questa realtà.

La violenza economica è una forma di violenza nascosta, che può essere difficile da riconoscere e da denunciare – è quanto ha dichiarato Anna Rea, presidente Adoc Nazionale, nel corso del webinar. Tuttavia, è importante sottolineare come la violenza economica non sia meno grave di altre forme di violenza perché può avere un impatto devastante sulla vita di ogni donna.

In Italia, la violenza economica è un problema molto diffuso. Secondo i dati Istat, il tasso di occupazione femminile è pari al 51%, uno dei più bassi tra i paesi sviluppati. Le donne sono, inoltre, più esposte al rischio di povertà e di disoccupazione. Ecco perché crediamo fermamente che il lavoro, non quello precario, intermittente e part time, ma quello dignitoso sia alla base dell’indipendenza economica. Il tema del lavoro è la madre di tutte le battaglie che deve, tuttavia, viaggiare di pari passo con la parità di genere nelle posizioni apicali e con servizi pubblici efficienti e di qualità.

La crisi economica e i mutamenti geopolitici stanno aggravando ulteriormente la situazione – ha affermato la Presidente Adoc Nazionale. Per questo motivo, riteniamo necessario un impegno deciso, che l‘Adoc fa suo, per contrastare questa forma di violenza e per garantire alle donne l’indipendenza economica, attraverso iniziative di formazione, informazione e orientamento sui loro diritti, sulla gestione delle risorse economiche e finanziarie e su come difendersi dalle truffe.

La sfida che ci troviamo ad affrontare richiede un impegno collettivo – ha continuato Anna Rea, Presidente Adoc Nazionale – dobbiamo lavorare tutti insieme per difendere quanto è stato fatto fino ad ora, per garantire la libertà e l’autodeterminazione di tutte donne e per fare spazio all’educazione al sentimento e al rispetto per gli altri.

La tragedia di Giulia Cecchetin ha fatto aprire gli occhi a tutti affinché ci sia maggiore consapevolezza e non, come ha giustamente affermato anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, interventi a intermittenza sulle donne. Siamo convinti che la marea di donne e uomini che hanno riempito, sabato 25 Novembre 2023, le piazze italiane ci abbia fatto entrare in un’altra fase. Si tratta di un risultato eccellente, che un Governo miope come questo non riesce a vedere, minimizzando quello che è un vero e proprio cambiamento culturale nel nostro Paese di cui, noi come Adoc, ci sentiamo parte. Contribuiremo al meglio per difendere e sostenere le donne consumatrici – ha concluso la Presidente Adoc Nazionale.