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Flash mob per dire basta al carovita

Un flash mob per denunciare carovita, speculazioni sui prezzi e discriminazioni che gravano sulle famiglie, su lavoratori e pensionati. Lo hanno realizzato oggi a Roma, presso piazza Vidoni, Uil e Adoc per dire no all’aumento dell’IVA sui pannolini, sugli alimenti per l’infanzia e sui prodotti per l’igiene femminile e per chiedere interventi per la difesa del potere d’acquisto e un sostegno concreto alla natalità e alla genitorialità.

Rea: provvedimento ingiusto e inaccettabile

“La manovra economica sta correndo per rispettare i tempi per la sua approvazione, ma non rispecchia le esigenze del Paese, dei giovani, delle donne, dei più vulnerabili. L’aumento dell’IVA sui pannolini e sugli alimenti per l’infanzia è un provvedimento ingiusto e inaccettabile – ha dichiarato la Presidente di Adoc, Anna Rea. Si tratta di prodotti di prima necessità che non possono essere considerati un lusso e questo aumento rischia di mettere in difficoltà le famiglie, già duramente colpite dalla crisi economica e dall’inflazione, e di penalizzare la natalità. L’aumento dei prezzi è fuori controllo e sta erodendo il potere d’acquisto delle famiglie. È necessario intervenire con misure concrete per fare recuperare il potere d’acquisto alle persone e per sostenere la natalità” – ha aggiunto Rea.

Buonomo: più coraggio e responsabilità per far recuperare il potere d’acquisto

“Ancora una volta dobbiamo constatare che le decisioni del Governo disattendono completamente le nostre richieste che guardano alle esigenze concrete del Paese – ha continuato Vera Buonomo, Segretaria confederale Uil. Serve più coraggio e maggiore responsabilità per far recuperare il potere d’acquisto dei lavoratori e pensionati”.

Appello a Premier Meloni

Uil e Adoc lanciano un ultimo appello alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e a tutti i Parlamentari, richiamando le promesse che la stessa Meloni ha fatto al Paese e chiedono di riconsiderare l’emendamento Valente – Furlan per riportare l’aliquota IVA dei prodotti per l’infanzia e l’igiene femminile al 5%.
In un momento in cui i prezzi di tutti i beni di prima necessità stanno aumentando in vista delle festività natalizie, i redditi delle famiglie sono falcidiati dal carovita, dai mutui, dagli aumenti esorbitanti delle bollette, che da gennaio schizzeranno ancora per la fine del mercato tutelato, questa misura rischia di avere un impatto negativo sulle persone. Non rappresenta solo un peso economico, ma un segnale di sfiducia ai giovani che vogliono mettere su famiglia, alle donne e ai più vulnerabili, come gli anziani e i non autosufficienti. Chiediamo risposte concrete che diano fiducia e certezze per evitare che il nostro Paese invecchi sulle culle vuote.