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Serie A: l’Adoc non permetterà che a pagare siano i consumatori

Dazn rifiuta l’offerta da 500 milioni di euro arrivata nelle ultime ore da Sky per condividere la trasmissione di tutte le dieci partite di ogni giornata del massimo torneo del calcio italiano. La proposta consisteva, come accaduto nelle ultime due stagioni, di vedere su Sky il canale televisivo Dazn1 e di poter guardare l’app di Dazn anche su Sky Q.

“Non vogliamo entrare in questa querelle che sembra avere sempre più del paradossale ma chiediamo chiarezza una volta per tutte. Chiediamo dettagli chiari su costi aggiuntivi, integrazioni di abbonamenti già sottoscritti o da sottoscrivere. Così come vogliamo vederci chiaro sulle partnership sottoscritte da Dazn con Tim.” – le parole di Roberto Tascini, Presidente dell’Adoc.

“Dazn ha triplicato il prezzo per i nuovi clienti, da 9.99 euro e 29.99 mentre per gli abbonati è stato duplicato, questa al momento sembra essere l’unica certezza” – continua Tascini.

Come Adoc dall’inizio di questa storia chiediamo un incontro con Dazn per poter tutelare i consumatori immaginando di attivare protocolli di conciliazione e per avere informazioni più chiare su offerte e pacchetti.

“Abbiamo a che fare con una società che, in caso di contenzioso, ha una clausola di giurisdizione esclusiva a favore dei tribunali inglesi e non osiamo immaginare cosa vorrà dire cercare di risolvere le controversie a favore dei consumatori. Dazn ancora non ha convocato le associazioni dei consumatori e questo lo riteniamo inaccettabile”. – continua Tascini.

“Inoltre sentiamo parlare da parte di Tim di visori a realtà aumentata per vedere la serie A. L’Adoc non è contraria a nessun tipo di innovazione tecnologica ma chiediamo ancora che ci venga spiegato come verrà garantita una visione ottimale in streaming dal momento in cui gli utenti collegati aumenteranno esponenzialmente. Forse prima di guidare una Ferrari sarebbe il caso di imparare ad andare in bicicletta? Considerando che fino a pochi giorni fa si è parlato di spalmare le partite di campionato in dieci orari diversi per evitare disservizi dovuti alle eccessive connessioni sulla piattaforma Dazn.” – afferma Tascini.

L’Adoc chiede una presa di coscienza e di senso di responsabilità a tutti gli interlocutori coinvolti affinché non siano i consumatori a pagare questa assurda situazione, così come chiede di ragionare su un sistema che garantisca la concorrenza di vari operatori sul mercato per poter dare la possibilità agli utenti finali di scegliere modalità e prezzi di fruizione del servizio.

“Forse su questo la Lega avrebbe dovuto ragionare prima di affidare la serie A al migliore offerente, seppur senza alcuna garanzia, così come i soggetti concorrenti avrebbero potuto evitare proposte al rilancio a gara conclusa che non fanno altro che generare confusione”. – conclude il Presidente.