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Rea: bene riforma strutturale del settore dei carburanti. Tagliare oneri impropri e accise e fermare speculazione

Apprendiamo dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che il prezzo della benzina è cresciuto solo adesso, dopo che i prezzi sono stati bassi per 6 mesi, arrivando a 1,91 per la benzina e 1,81 per il gasolio, non evidenziando però che il prezzo servito alla pompa ha superato i 2.041 e in autostrada 2,50, esattamente come un anno e mezzo fa, nel momento più alto della speculazione.  Il costo del carburante non è stato basso, ma solo inferiore al punto più alto della speculazione e comunque superiore a dicembre 2023, quando era di € 1,76,  e inferiore di aprile 2021, quando il prezzo era di 1,50. Prezzi questi non rilevati da noi, ma che si trovano sul sito dall’Osservatorio prezzi dello stesso Ministero. Approfittando della riduzione del costo del gas e dell’energia, il costo del carburante sarebbe stato realmente più basso, in questi mesi, ma ciò non è stato possibile perché il Governo Meloni ha deciso di ripristinare le accise che il Governo Draghi aveva sospeso.

Prendiamo atto con soddisfazione delle rassicurazioni di Urso sulla volontà di riformare il settore dei carburanti e attendiamo di conoscere, testo in mano, la proposta di riforma che auspicavamo già da tempo. Augurandoci che i Ministri Urso e Pichetto Fratin lavorino a una vera riforma strutturale che punti a tagliare oneri impropri e accise a danno dei consumatori e ridimensionare i rischi speculazione, e non interventi spot come il fallimentare “carrello tricolore”.