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REA (ADOC): Il Governo ha partorito un topolino. Provvedimenti deludenti e inefficaci a 4 giorni dalle elezioni europee

A soli quattro giorni dalle elezioni europee, il Governo ha partorito un topolino. Lo afferma Anna Rea, Presidente dell’Adoc Nazionale, sul decreto legge e disegno di legge destinati all’abbattimento delle liste di attesa che giudica deludenti e inefficaci. Una scatola vuota che non affronta il cuore del problema di migliaia di persone costrette ad attendere mesi, se non addirittura anni, per esami o visite importanti a causa delle liste d’attesa bloccate. Con questi provvedimenti annunciati dal Ministro Schillaci non vengono risolti i problemi di chi subisce le disuguaglianze e le ingiustizie di un sistema sanitario inefficiente, ma si sta smantellando ulteriormente il Sistema Sanitario Nazionale e istituzionalizzando e favorendo il ricorso al privato.

Da oltre un decennio, in questo Paese, si stanno chiudendo ospedali, riducendo posti letto e ridimensionando e sottopagando il personale medico e infermieristico e non sviluppando la medicina territoriale e di prossimità. È questa la causa principale delle liste d’attesa, come abbiamo già denunciato nella nostra campagna “No alla povertà sanitaria”.

Da quello che si apprende, ci sarebbe la volontà di abbattere il tetto di spesa per il personale sanitario, ma solo dal 2025, di istituire una cabina di regia, un CUP regionale o infraregionale unico, e si fa divieto per le aziende sanitarie e ospedaliere di sospendere o chiudere le attività di prenotazione. Misure che apprezziamo ma che aspettiamo di verificarne la declinazione nelle modalità e nei tempi.

Se l’obiettivo che muove queste proposte è di garantire al cittadino la prestazione rafforzando l’intramoenia e l’utilizzo del ricorso al privato accreditato, a differenza della libera scelta attuale, ci chiediamo: questa misura porterà a un’economa di spesa o andrà forse a ridimensionare la libera concorrenza, eliminando il diritto al rimborso sancito attraverso D. Lgs. 29 aprile 1998, n. 124 per i cittadini che faranno ricorso all’intramoenia e al privato?

Posto che il Mef dia l’ok a questi provvedimenti e che ci sia copertura finanziaria, la soluzione sembrerebbe a portata di mano. Si continuerà a garantire la qualità e la continuità del servizio sanitario nazionale, confermando la sanità come un diritto costituzionalmente garantito per tutti i cittadini, soprattutto per i vulnerabili? Vedremo.