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LETTERA APERTA ALLA PREMIER GIORGIA MELONI E A TUTTI I PARLAMENTARI

Onorevole Presidente Meloni,

Onorevoli e Senatori,

Scrivo questa lettera aperta a nome di tutte le donne italiane, madri, nonne, lavoratrici, che si trovano a fare i conti con l’aumento dell’IVA sui prodotti per l’igiene femminile e l’infanzia.

Sono madre di tre splendidi figli, tra cui due femmine, e nonna di due bambini. Conosco bene i sacrifici, il peso e i costi legati alla famiglia. Oltre alla mia personale esperienza, sono tantissime le richieste di aiuto che raccogliamo presso i nostri sportelli ADOC, diffusi su tutto il territorio nazionale.

Presidente, Lei ha dichiarato che le priorità nell’agenda del suo Governo sono la famiglia e la natalità. Bene, ci chiediamo come conciliare le sue parole, o meglio le sue promesse, con la decisione di aumentare l’IVA sui prodotti essenziali per la salute e la crescita dei bambini, per l’igiene delle donne e dei più fragili e non autosufficienti. Nella stessa manovra finanziaria, si propone di diminuire l’IVA sui prodotti non importanti come bevande alcoliche, tartufo e interventi estetici. Un non senso, le pare?

L’aumento dell’IVA dal 5% al 10% sui pannolini, gli assorbenti e i prodotti per la cura dei neonati rappresenta un ulteriore aggravio economico per le famiglie, già duramente colpite dalla crisi economica e dall’inflazione.

In un momento in cui i prezzi di tutti i beni di prima necessità sono altissimi, i redditi delle famiglie sono falcidiati dal carovita, dai mutui, dagli aumenti esorbitanti delle bollette, questa misura rischia di avere un impatto negativo sulle persone. Non rappresenta solo un peso economico, già di per sé molto gravoso, ma un segnale di sfiducia nei confronti di un Paese che invecchia sulle culle vuote, a discapito della natalità che Lei dice tanto di voler sostenere.

Le donne per il fatto di essere donne e, quindi potenzialmente madri, sono costrette a lasciare il lavoro. Il ciclo e le mestruazioni non sono una scelta ma un fatto naturale e non per questo deve essere considerato un lusso o avere un costo elevato. Parliamo delle donne, ma lo stesso discorso, in linea di massima, riguarda anche anziani, disabili e non autosufficienti che devono fare i conti con spese sempre eccessive legate alle proprie fragilità.

In un anno le famiglie spendono mediamente 2 mila euro per l’acquisto di pannolini e latte in polvere; gli alimenti per l’infanzia hanno subito incremento del 15% rispetto all’anno scorso; il costo medio per l’acquisto di pannoloni è di 1.570 euro, quello delle traverse per l’incontinenza è di 250 euro a famiglia.

Come donna, come madre, chiedo a Lei Presidente e al suo Governo di rivedere la decisione di aumentare l’IVA su questi prodotti essenziali. Le chiedo di ascoltare il grido di allarme dei consumatori, delle persone e delle famiglie che lottano per affrontare quotidianamente i costi di una vita sempre più onerosa.

A tal proposito, sosteniamo con convinzione l’emendamento presentato dalle Senatrici Valeria Valente e Annamaria Furlan per riportare l’aliquota IVA al 5% e facciamo appello al suo buon senso, richiamando le promesse che lei stessa ha fatto al Paese, e di considerare tale emendamento. Questo non dovrebbe esser un argomento di destra o di sinistra, ma una causa giusta che tutti possono e dovrebbero sostenere.

Per queste ragioni ci appelliamo, cara Presidente, alla sua sensibilità: Non è solo una per questione economica, che è certamente pesante per chi ha poco, ma è soprattutto un segnale di fiducia da parte sua ai giovani che vogliono mettere su famiglia, alle donne e ai più vulnerabili, come gli anziani e i non autosufficienti.

Per tutto questo proseguiremo la nostra campagna e saremo insieme alla UIL il 19 Dicembre 2023 in piazza Vidoni a Roma per dire basta al carovita, alle speculazioni sui prezzi, alla politica dei bonus e alle discriminazioni.

Grazie per l’attenzione.

Anna Rea, Presidente Adoc Nazionale