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Istat e Bce. Rea, numeri sconfortanti. Necessario intervenire sui prezzi per far ripartire l’Italia

Non bisogna avere doti da premonitori per comprendere che l’Italia è un Paese in forte difficoltà. Lo confermano anche i dati sulla produzione industriale diffusi oggi dall’Istat, il cui l’indice diminuisce dell’1,2% rispetto a dicembre e addirittura del 3,4% rispetto all’anno precedente. A leggere i numeri non abbiamo un solo dato che ci conforta, la produzione industriale scende in tutti i settori principali, a parte l’energia ma, soprattutto, registriamo un calo per quanto concerne i beni di consumo (-2% su base mensile e -5,4% su base annuale).

E chi paga tutto questo? Le famiglie già vessate dal caro prezzi, dal caro bollette, dai tassi dei mutui insostenibili, dal costo carburante che ha ripreso a salire oltre i 2euro, guarda caso in concomitanza delle festività pasquali.

La stessa Banca Centrale Europea proprio oggi, sigilla le difficoltà delle famiglie alle prese con il carovita. Il 69% delle euro-famiglie ha modificato i consumi, 43% usando i propri risparmi e il 31% ha cercato di far salire le entrate. Secondo la BCE, tra chi ha modificato le proprie abitudini di spesa, il 50% ha cercato di trovare prezzi più vantaggiosi altrove, il 33% ha abbassato la qualità dei propri acquisti, il 28% ha ridotto le quantità. Oggettivamente i consumatori sono con le spalle al muro.

Alla Meloni diciamo: di quale Paese parla quando sostiene che la povertà è sparita e che bisogna essere fieri dei risultati dell’Italia? Il Governo in tutto questo dov’è?

All’Esecutivo chiediamo di intervenire in modo più incisivo sui prezzi per far ripartire consumi, commercio ed economia. Le politiche attuate fino ad ora sono risultate fallimentari.

* Dichiarazione di Anna Rea, presidente dell’ADOC *