Assistenza telefonica post vendita, costo chiamata non può eccedere costo standard

La Corte di Giustizia Europea, con la Sentenza nella causa C-568/15, ha definito che il costo di una chiamata effettuata da un consumatore al numero telefonico dell’assistenza post vendita non possa essere superiore al costo sostenuto dal consumatore per una chiamata standard verso un numero fisso o mobile.

Un’importante affermazione di un diritto del consumatore che vede nell’assistenza telefonica post vendita un valido strumento di risoluzione dei problemi. E se troppo oneroso non viene utilizzato.

La Causa e la Sentenza

La società tedesca Comtech commercializza apparecchi elettrici ed elettronici. Essa ha pubblicato sul proprio sito Internet un numero di telefono per l’accesso a un servizio di assistenza postvendita che inizia con il prefisso 0180, generalmente utilizzato in Germania per servizi di assistenza sottoposti a una tariffa nazionale. Il costo di una chiamata verso tale numero speciale (non geografico ) è superiore a quello di una chiamata standard verso un numero di linea fissa (geografico) o un numero di telefonia mobile.
Un’associazione tedesca per la lotta alle pratiche commerciali sleali (Zentrale zur Bekämpfung unlauteren Wettbewerbs Frankfurt am Main) ha chiesto al Landgericht Stuttgart (Tribunale regionale di Stoccarda, Germania) di ordinare alla comtech la cessazione di tale pratica commerciale, da essa ritenuta sleale. In tale contesto, il Landgericht ha chiesto alla Corte di giustizia d’interpretare in via pregiudiziale la direttiva relativa ai diritti dei consumatori2. Secondo tale direttiva, gli Stati membri garantiscono che, qualora il professionista utilizzi una linea telefonica allo scopo di essere contattato dai consumatori in merito ai contratti con essi conclusi, questi ultimi non siano tenuti a pagare più della tariffa di base per le chiamate effettuate verso questa linea. Tuttavia la direttiva non definisce la nozione di «tariffa di base».
Con la sentenza odierna, la Corte risponde che la nozione di «tariffa di base» dev’essere interpretata nel senso che il costo di una chiamata relativa a un contratto concluso, effettuata verso una linea di assistenza telefonica gestita da un professionista, non può eccedere il costo di una chiamata verso un numero fisso geografico o verso un numero di cellulare standard.
Secondo la Corte, la nozione di «tariffa di base» indica, nel linguaggio corrente, il costo di una chiamata standard. Sia il contesto in cui tale nozione è utilizzata nella direttiva, sia la finalità di quest’ultima, vale a dire quella di garantire un livello elevato di protezione dei consumatori, confermano che essa dev’essere intesa secondo tale senso abituale.
Infatti, se i professionisti fossero autorizzati a fatturare tariffe superiori a quella di una comunicazione standard, i consumatori potrebbero essere dissuasi dall’utilizzare la linea telefonica di assistenza per ottenere informazioni relative al contratto o far valere i loro diritti riguardo, in particolare, alla garanzia o al recesso.
La Corte precisa, peraltro, che, purché il limite del costo di una telefonata standard sia rispettato, la circostanza che il professionista interessato realizzi o meno profitti mediante tale linea di assistenza telefonica è priva di pertinenza.